In questi giorni ho pensato molto alla teoria di Platone, sul fatto che siamo tutti mezze mele. E lì fuori, da qualche parte, ci sia la nostra di metà. Ecco, questa teoria, posso affermare con certezza, che sia valida solo per alcune persone. Ma non per tutte. Ho immaginato che, nella foga di divisione, alcune siano sfuggite a questo taglio e siano rimaste intere. Delle mele integre che camminano fiere nel mondo sentendosi complete. E che a volte, si sono sentite “diverse” e monche poiché differivano rispetto allo standard della società contemporanea, che ti vede realizzato e felice solo se sei in coppia. Teoria falsa poiché verificata su di un caso specifico, me. Lungo il percorso, ho compreso con sollievo, stupore e serendipidità, che intera lo sono sempre stata e che l’altra metà è ben incollata e radicata in me. E la prossima chance, la dono a me stessa.
Mi domando
Come si riesca a cambiare e a scegliere una nuova prospettiva? Dopo che ti sei giurato promesse. Hai mischiato sogno e realtà. Hai progettato, condiviso, ti sei anche riprodotto. Creando nuova vita. Mi chiedo come possano, gli altri, rimettersi in gioco per giocare a ricreare. Che poi non è questione di ricostruire, quello no. E neanche di giocare. Ho già costruito, accudisco, in certi momenti con fatica e faccio crescere. Certe volte mi sento una cattiva madre, in balia tra l’essere madre e l’essere donna. Come è difficile a volte farle coniugare, cerchi un compromesso. Penso che l’adolescenza sia una fase che si cerca di superare tutta la vita. Chi pensa di averla superata è poiché ha smesso di sognare, ha smesso di osare. Però questo tempo, che osservo quasi come se guardassi da dentro un caleidoscopio, mi appare effimero, si ingrandisce e, a tratti, rimpicciolisce, cambiando colore. Le persone hanno paura delle relazioni, dei sentimenti, di amare e di essere amati. Il sesso viene consumato in modo fugace, non si sa più fare l’amore; i video porno, statistiche alla mano, hanno sostituito il contatto reale. E si fugge, anche senza saperne il motivo. Come se il nostro sistema simpatico fosse costantemente sul pezzo, pronto all’attacco o alla fuga. Forse la soluzione è cancellare le aspettative nei confronti delle persone, viverle per quello che sono, senza illusioni. Tenendo sempre bene a mente i propri valori, lasciando spazio a chi verrà dopo. Smetterla di impiegare energia in quei ‘non legami’ destinati a finire prima ancora di iniziare. Poiché cercare è il miglior modo per imbattersi in una trappola. Consapevolmente, decido di non fare. Di stare ferma, respiro. Come esortava il grande Lucio Battisti: – prendila così – .
La prendo così. La vita è tutta qui.
Parents
Il punto che ti fa vincere la partita è quello che tiri da centro campo, a pochi secondi dal termine. Ho fatto canestro e ho segnato, solo grazie a voi. E festeggio così due delle persone più importanti della mia vita, che ho avuto accanto, sempre, in questi mesi di nuovo lockdown e di chiusura forzata. Due fari, creatori di luce, due pilastri fatti di amore e dedizione, di saggezza infinita. Come infinito è l’amore che nutro per voi. Grazie mamma e papà per tutto quello che avete fatto e che fate, costantemente, in veste di genitori e nonni. Vi amo!