Martedì 17 gennaio

Essere madre è un qualcosa che impari, giorno dopo giorno, ma avere il proprio cuore fuori dal petto, che viaggia per il mondo e corre rischi, questo no, non si impara e non ci si abitua, mai.

Erano le 15,06, ricordo esattamente l’ora poichè avvertì un freddo pungente attraversarmi tutto il corpo e, non comprendendone il motivo, mi diressi ad osservare quel piccolissimo marchingegno che informa noi umani dell’ora e della temperatura dell’ambiente. C’era scritto 20,5 ma per me era come essere fuori a zero gradi e senza giacca. La sensazione di freddo, che cercavo invano di fare passare, si tramutava in malessere, in stanchezza, in qualcosa di immediato e inspiegabile. Si sarebbe rivelato di lì a poco.

Ti ho pensata. Mi sono detta che fosse stato strano non averti sentito, dimenticandomi che il tuo telefonino era senza credito e tu impossibilitata a scrivermi. Ma tanto in quel momento stavi svolgendo uno dei tuoi sport preferiti e, quello strumento fatto di musica e parole, era stato certamente da te riposto nello zaino e lontano da dove eri tu in quel momento. Pronto a essere preso al tuo rientro.

Il telefonino, così mi hanno detto, era stato messo nel tuo zaino. L’avevi lasciato nella borsa di una tua compagna.

La telefonata arrivò e, come un tornado, avvolse mente e corpo. Un cellulare a me sconosciuto. Rispondo senza esitare.

– Buongiorno, sono la professoressa, sa già tutto?-

– Sapere cosa??- replico.

-Marta è caduta, ha battuto la testa. E’ cosciente ma, per precauzione la stanno portando via con l’elicottero, si sta alzando in volo ora, la portano al Regina Margherita- .

Non riuscivo più a connettere e ricordo di aver tentato di aprire la porta di casa per ben tre volte e senza riuscirci.

Il tragitto da casa all’ospedale mi è sembrato durasse un’eternità. Non ricordavo fossimo così lontani e, per un attimo, ho rimpianto di non essere più nella casa di prima e a 100 passi dall’ospedale. Avrei potuto guardarti e stringerti subito, ma le cose a volte non vanno mai come si vorrebbe.

– Sono la mamma di Marta. L’hanno portata qui dopo una caduta con gli sci-

Eccoti. Sei subito dietro quella porta. Hai il naso e la bocca gonfi ma sorridi e scherzi. Dici di aver vinto un giro in elicottero e che è stato fichissimo. Solo che non riuscivi a guardare bene il panorama poichè eri sdraiata e immobilizzata. Mi hai detto che avresti voluto grattarti il collo, ma il collare e le braccia legate te lo impedivano.

Mi racconti la dinamica dell’incidente. Dici di essere arrivata a forte velocità e pensando di non trovare salti, non hai rallentato. Ricordi le parole del maestro – Rallenta! Rallenta! – lui ha urlato ma tu lo hai sentito quando eri già in volo. Hai pensato che quel salto poteva essere forse troppo per te e poi non ricordi più nulla.

Sei atterrata con il tuo splendido viso sulla neve.

Perdi i sensi e ti svegli con quel ragazzino accanto che ti piace tanto.

– Mamma era inginocchiato accanto a me con la coca cola in mano, ne ho bevuto un sorso! – .

Il casco deve averti protetto bene poichè gli occhi, della forte botta, sembra non ne abbiano risentito. La maschera è crepata ma, in qualche modo, ti ha salvato. Hai perso sangue dal naso che è gonfio come lo sono anche le tue labbra, cammini un poco a fatica, ti fa male la testa ma non v’è nulla di rotto e l’interno bocca non ha subito traumi.

Il dottore ti visita con me presente. Il soccorso avanzato è stato chiamato alle 15,15. La caduta è avvenuta tra le 15 e le 15,15.

Si dice che i segni premonitori non esistano, ma la vita ne è piena. Il freddo da me avvertito, alla stessa ora della tua caduta, ne è un chiaro segnale.

Radiografia al naso che, fortunatamente, non si è rotto, tachipirina qb e ghiaccio. Dopo una notte in osservazione possiamo tornare a casa.

Il tuo coraggio da leonessa quando alla mia domanda sul prossimo martedì mi rispondi: – se sono in forma, torno sulle piste! – mi fa pensare a quanto sia importante trovare la parte positiva in tutte le cose e a quanto tu sia una eccellente insegnante in tutto questo. Ricordandomi che, un giro in elicottero, non è da tutti.

E ora, relax. Una leonessa se lo merita tutto, soprattutto dopo un’avventura così.

Informazioni su Parole Delicate

Racconti, pensieri e vita di Alice, una mamma tris
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3 risposte a Martedì 17 gennaio

  1. ehipenny ha detto:

    Proprio forte, non è mica semplice reagire così ; (

    Piace a 1 persona

  2. Flower_1990 ha detto:

    Cavolo!! Per fortuna che questa avventura è finita bene.. ed ha ragione, vincere un giro in elicottero non è da tutti 😉

    Piace a 1 persona

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