Il viaggio

Adoro il viaggio, con qualsiasi mezzo, per ogni dove. L’importante è andare. Però, il mezzo che più amo, che rievoca momenti di condivisione e di grandi attese prima di scorgere il mare è lui, il treno. Metafora di questo viaggio che ognuno di noi sta facendo dentro se stesso, in un momento storico indelebile ormai. Ne usciremo sì vincitori, ma diversi, poiché la consapevolezza generata da questa tempesta sarà immensa.

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Il Papà 

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Oggi è la festa del papà. Per tutti i bambini, vorrei un papà che sia presente anche più della mamma, che ci sia e non solo nell’eccezione, ma nella quotidianità. Che ricopra un ruolo paritario al fianco della propria…

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La forza del singolo

Al Presidente della mia Regione, il Piemonte.


Buongiorno. Provate a valutare la chiusura di quelle scuole dove sia stato effettivamente accertato un incremento dei contagi. Contattate le dirigenze dei vari plessi scolastici e, tramutando i numeri in un’indagine statistica, cercate di capire quali scuole possano rimanere aperte e quali debbano rimanere chiuse. Fare un discorso più mirato e specifico del territorio, all’Interno dello stesso distretto, contemplando ogni singolo comune e ogni singola scuola, credo sia la scelta corretta, per gli alunni e per le famiglie. Pensiamo a tutti i sacrifici che abbiamo fatto fino a oggi. Li vogliamo vanificare con una scelta di questo tipo? Lei ha il dovere di preservare anche l’aspetto sociale che la scuola promuove. Scelga una soluzione migliore. Questa non lo è.

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1 marzo

Sono abbonata all’incontro degli idioti ogni primo marzo. Oggi, parcheggio, guardo lo specchietto, mi accingo ad andare in retro, un secondo dopo, eccolo,
me lo trovo dietro con la sua auto, quasi attaccata al sedere della mia. Ingrano la prima e mi sposto in avanti. Parcheggio, mi segue, scende e tenta di sostenere una tesi immaginaria di un urto mai avvenuto. Lo guardo e gli dico di destarsi, visto il pomeriggio inoltrato. Continua a sostenere la sua tesi da persona intenta a fottere il prossimo che, di farsi fottere da lui però non ne ha alcuna voglia. Mi insospettisce, osservo la sua auto e capisco dove il poveretto cerchi di andare a parare. – Vuoi vedere che chiamo i vigili e tutti quelli che mi vengono in mente? Così vediamo se hai ancora voglia di giocare, la tua macchina è bella malconcia ma se pensi di fregarmi hai sbagliato persona! Mi hai ben capito? Aspetta! – gli dico ancora – vedo una pattuglia proprio laggiù! – Faccio cenno di chiamarli e lui prontamente sale in macchina. – Bravo vai e puoi immaginare dove! – . Persone piccole dentro, che tristezza.

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