Domenica

La natura canterina di mattina si fa sentire, eccome! Dalla camera da letto ascolto il canto della gazza e la vedo con il becco, staccare argutamente i dolci frutti dell’albero di ciliegio e trangugiarli con avidità. Insieme a lei tanti passerotti.
La casa dorme ancora, nessun rumore di imposte che si aprono, di porte e cancelli che sbattono. Nessun vociare, intorno a noi solo il canto e il cinguettio degli uccelli.Che se li ascolti attentamente, sembrano intonare una canzone da suonare.
Sopra il nostro garage, c’è un nido con dentro tre passerotti. La mamma vola avanti e indietro per portar loro la pappa. Quando la mamma si allontana dal nido, i piccoli non emettono alcun suono, ma al suo rientro la riempiono di tanti cip ! Cip! Cip! e tanti ciop! Ciop! Ciop! Sembra vi sia una orchestra in esibizione e il suono riecheggia tutt’intorno. L’altro giorno hanno fatto anche le prove di volo e, da quello che abbiamo visto, credo manchi poco alla loro partenza.

La domenica è un giorno di festa in cui il tempo si dilata, per darci la possibilità di riposare e amare, di più.

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Olivetti LETTERA 32

1 maggio 2020
Venerdì sera, racconto a Guido di un mio desiderio. Sogno una macchina per scrivere del passato, mi immagino scrivere con lei i miei racconti e le mie poesie, sentirne il profumo dell’inchiostro mentre le mie dita si muovono sui tasti veloci. Attraverso il movimento tipico cinematico, i miei pensieri vengono trasformati in parole e, come per magia, compaiono sulla carta. La sogno azzurrina, chiusa nella sua valigetta, portatile e pronta all’uso sempre. Me la immagino ricoprire il suo posto nel mio salotto, su di un piccolo spazio creato apposta per lei. Mio marito, a mia insaputa, la cerca la sera stessa su internet. Per chi non conoscesse questa cosa dell’universo, gliela spiego un attimino. Quando chiediamo all’universo qualcosa e lo domandiamo senza esitazioni e con il cuore puro, l’universo ci ascolta e risponde. Pensiero che permea le opere di uno dei miei scrittori preferiti, Coelho.
Dicevamo, su di un noto portale per acquisti, Guido trova l’annuncio di un signore di nome Gigi, annuncio inserito la sera stessa, che vende una macchina per scrivere lettera 32. Guido contatta il signore che gli conferma che la macchina è ancora disponibile, ma gli dice anche di aspettare un attimo poiché deve capire come organizzare la spedizione. Lui, prontamente, risponde di non preoccuparsi poiché, se non vi sono problemi, passa a ritirarla sotto casa. Il signore in questione rimane di stucco ( non è un barbatrucco) poiché abitiamo nella stessa cittadina!

2 maggio 2020
Guido, di sabato mattina, scende in centro per prendere il pane e, senza dirmi nulla, passa a ritirare la sorpresa. Ed è così che, dopo appena 12 ore dal mio desiderio, la Olivetti lettera 32 arriva a me. Per la mia gioia e per quella delle bimbe che, da quando la macchina è con noi, non perdono occasione di usarla. Nicole, su commissione del papà, ha anche scritto con essa le regole del bagno, che abbiamo appeso, in entrambi i bagni, con un pochino di scotch.
Viva il passato che rende bello il presente, viva le cose antiche che fanno riscoprire, ancora una volta, la bellezza delle cose desuete, viva la macchina per scrivere!

 
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4 maggio 2020

Mi sembra un po’ come la vigilia di Capodanno questa quarantena dove non c’è il mare. O meglio, lui c’è ma non qui con me. L’ho sognato spesso in questi giorni di vita tutta chiusa dentro e sotto casa, di risate, di litigi da domare, di parole e miti. Di leggende del non fare, di leggende del fare, che poi anche lì, tra il dire e il fare ci sta sempre lui in mezzo, il mare. Ma non nella mia città. Forse nella vostra, lì sì che c’è. Da alcuni di voi di sicuro. Fategli un gran saluto da parte mia poiché se io potessi andare, domani andrei di certo a dare un abbraccio al mare. E quel viaggio lo farei con i con, come si dice? Cong? Congiuntivo?Coniugazione? Ecco, la ricordo, Congiunti. E che parola.
Apro il vocabolario, lui ha una risposta a ogni lacuna : chi è legato ad altri da un vincolo di parentela, affine, consanguineo, familiare.
Ma i congiunti sembra racchiudano solo una parte di chi portiamo nel cuore. Allora io scelgo parole diverse. Persone care per noi, mi piace di più e, dopo la lontananza forzata e vissuta di questi mesi, abbracciano, visto che di abbracci parliamo, tutti, nessuno escluso. Augurare Buona fase 2 è un po’come augurare Buon Anno. Congiuntamente alle persone care per voi, buon nuovo inizio ❤️

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Vestire io voglio

In uno spazio circoscritto lavoro sul dentro e sul fuori. Con fare sicuro riordino il mio armadio per tipologia, colore e tessuto. Le maglie in alto, i vestiti sul porta abiti, i pantaloni piegati sulle mensole, dentro di me cresce la voglia di intimità. Rispolvero i ricordi legati a ogni singolo abito, il matrimonio, la festa, l’impegno di lavoro, l’appuntamento con il destino su quel appendiabiti antico. Li ripasso con la mente, ho voglia di presente. Oggi caro Futuro non ti penso. Respiro lentamente tutto il buono che c’è di questa nuova vita che tutti accomuna, vivere bene dal di dentro e tutt’intorno. Un intorno con confini ben precisi, che, in questo strano tempo, possono solo rassicurare. Il restare nel nostro spazio, dentro il nostro il mondo. Il corpo, il mio, ma anche quello degli altri, racchiuso in un abito che, a volte racconta di te e a volte nasconde. Sentirsi comoda, sentirsi scomoda, sentirsi…
Osservo gli abiti, vedo tanti colori ma pochi abiti bianchi. Eppure l’esigenza di essere di bianco vestita mi prende i sensi e i sentimenti. Credo sia data dalla voglia di essere me stessa con tutte le forze e senza rinunce. Bianco come la verità. Me la immagino bianca, candida, leggera, leggera. Questa quarantena ha sovvertito l’ordine delle priorità nel mondo creando, anche nel mio mondo, un ritorno all’essenziale. Alla rinfusa e senza un ordine preciso, lancio sul letto passato, presente, futuro. Vestire io voglio di bianco.

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