4 maggio 2020

Mi sembra un po’ come la vigilia di Capodanno questa quarantena dove non c’è il mare. O meglio, lui c’è ma non qui con me. L’ho sognato spesso in questi giorni di vita tutta chiusa dentro e sotto casa, di risate, di litigi da domare, di parole e miti. Di leggende del non fare, di leggende del fare, che poi anche lì, tra il dire e il fare ci sta sempre lui in mezzo, il mare. Ma non nella mia città. Forse nella vostra, lì sì che c’è. Da alcuni di voi di sicuro. Fategli un gran saluto da parte mia poiché se io potessi andare, domani andrei di certo a dare un abbraccio al mare. E quel viaggio lo farei con i con, come si dice? Cong? Congiuntivo?Coniugazione? Ecco, la ricordo, Congiunti. E che parola.
Apro il vocabolario, lui ha una risposta a ogni lacuna : chi è legato ad altri da un vincolo di parentela, affine, consanguineo, familiare.
Ma i congiunti sembra racchiudano solo una parte di chi portiamo nel cuore. Allora io scelgo parole diverse. Persone care per noi, mi piace di più e, dopo la lontananza forzata e vissuta di questi mesi, abbracciano, visto che di abbracci parliamo, tutti, nessuno escluso. Augurare Buona fase 2 è un po’come augurare Buon Anno. Congiuntamente alle persone care per voi, buon nuovo inizio ❤️

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Vestire io voglio

In uno spazio circoscritto lavoro sul dentro e sul fuori. Con fare sicuro riordino il mio armadio per tipologia, colore e tessuto. Le maglie in alto, i vestiti sul porta abiti, i pantaloni piegati sulle mensole, dentro di me cresce la voglia di intimità. Rispolvero i ricordi legati a ogni singolo abito, il matrimonio, la festa, l’impegno di lavoro, l’appuntamento con il destino su quel appendiabiti antico. Li ripasso con la mente, ho voglia di presente. Oggi caro Futuro non ti penso. Respiro lentamente tutto il buono che c’è di questa nuova vita che tutti accomuna, vivere bene dal di dentro e tutt’intorno. Un intorno con confini ben precisi, che, in questo strano tempo, possono solo rassicurare. Il restare nel nostro spazio, dentro il nostro il mondo. Il corpo, il mio, ma anche quello degli altri, racchiuso in un abito che, a volte racconta di te e a volte nasconde. Sentirsi comoda, sentirsi scomoda, sentirsi…
Osservo gli abiti, vedo tanti colori ma pochi abiti bianchi. Eppure l’esigenza di essere di bianco vestita mi prende i sensi e i sentimenti. Credo sia data dalla voglia di essere me stessa con tutte le forze e senza rinunce. Bianco come la verità. Me la immagino bianca, candida, leggera, leggera. Questa quarantena ha sovvertito l’ordine delle priorità nel mondo creando, anche nel mio mondo, un ritorno all’essenziale. Alla rinfusa e senza un ordine preciso, lancio sul letto passato, presente, futuro. Vestire io voglio di bianco.

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Virus con la corona

È difficile dover rinunciare
a baciare, ad abbracciare, a toccare

Questo pensiero mi fa annaspare,
Se ci penso, mi viene da scappare

Quasi di certo andrei al mare
Su di una barca a remare!

Sogno un posto sicuro in cui stare,
Poi mi fermo a meditare:

Le mani devo insaponare,
occhi, naso e bocca non devo toccare.

Quando il caldo arriverà,
Il virus via di corsa porterà.

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Mercoledì 26 febbraio 2020

Le piccole giocano, mi fermo ad ascoltare la loro conversazione: Leti – Buongiorno, sono Luna, oggi avevo un appuntamento. Può controllare per favore? –
Nicole – Sì vedo!! –
Leti – Posso venire?-
Nicole – No, non può. Con questa storia del Coronavirus abbiamo disdetto tutte le visite! – .

Il virus con la 👑 ha preso piede anche nel gioco simbolico…

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