2025 ti aspetto, fai presto!

Questo anno bisesto è quasi giunto al termine. Finalmente lo possiamo salutare, lasciando spazio al nuovo. 

Nel vecchio, lascio:

le parole vane; 

il tempo rubato; 

le cose rotte; 

Le scelte incompiute;

le relazioni di cartapesta; 

quel che ne rimane; 

le battaglie contro i mulini a vento; 

i mulini a vento; 

le incazzature con i muri di gomma; 

i muri di gomma; 

le incomprensioni diventate silenzi; 

i silenzi;  

la porta lasciata aperta; 

l’errore di non averla chiusa;

il timore di andare oltre;

la paura di chiudere il cerchio.

Nel nuovo porto:

i sorrisi e le risa delle mie tre figlie;

il perdono verso me stessa;

le parole delicate;

Il tempo regalato;

la cose aggiustate;

le scelte compiute;

le relazioni indissolubili;

quel che continuerà;

la tenacia nel perseguire gli obiettivi;

le prese di coscienza;

Il meglio tardi che mai;

i silenzi ristoratori;

la porta spalancata per chi amo;

la porta sprangata per chi si è beffato di me;

la chiusura di un cerchio;

la voglia di nuovo e cose belle che sanno di buono.

2025 ti aspetto, fai presto!

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8 Dicembre

Oggi, nel lontano 2004, ero in procinto di battezzare Marta. Era paffutella lei, vestiva con un pantalone e una maglia bianca e aveva compiuto da poco 5 mesi. Ed io, da un mese e un giorno, avevo soffiato 23 candeline. Ricordo la Chiesa gremita di gente, i grandi sorrisi, l’emozione forte che mi scoppiava nel cuore. Così giovane, accompagnavo nel mondo la mia piccola, ora diventata una splendida giovane donna. Ricordo gli amici presenti al battesimo, la famiglia, gli affetti. Alcuni di loro, forse è scritto nel destino di entrambi, ci saranno accanto solo per un breve periodo. Altri invece, saranno al nostro fianco sempre, dei sempreverde, nonostante quello che accade, brutto o bello che sia, poco importa. Loro ci sono e voi per loro, nulla conta più di questo.
Ricordo il posto del rinfresco, un bar dove era consuetudine ritrovarsi prima di serate e divertimenti. E dove eravamo di casa, dal caffè all’aperitivo. Il proprietario si chiamava Francesco ma noi lo chiamavamo Mario, in onore di quel Mario della canzone di Liga.
I ricordi, sono una delle cose più preziose che possediamo, custodiamoli con cura e, quando ci occorre fare il pieno di emozioni, torniamo a riviverli. Senza dimenticare che:  – ci vediamo da Mario prima o poi – .

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22 ottobre 2024

Principessa Nicole, ti ricordo piccolina fra le mie braccia, che sembravano grandi grandi; un mio abbraccio riusciva ad avvolgerti e proteggerti completamente. E’ passato un pochetto di tempo da allora, per l’esattezza 14 anni di te. Abbiamo vissuto tante cose insieme, sei diventata una ragazza e sei perfino più alta di me. Hai gli stessi miei occhi vispi a mandorla, il viso che ricorda quello di papà e i capelli lunghissimi. Che adori acconciare con tutte quelle pettinature che si usano oggi e che io, conosco poco (baby hair ne è un esempio). Sei mancina, proprio come me, sorridi quasi sempre e difficilmente ti arrabbi. Possiedi la capacità, innata, di cogliere il senso delle cose e di accorgerti dei piccoli dettagli, che agli altri sfuggono. Detesti l’ipocrisia e dai grande valore all’amicizia. Ed è la ragione per la quale le tue sorelle sono le tue migliori amiche e hai delle amiche che sono come sorelle. Quand’eri piccina, papà ed io, ti chiamavamo Cacomela. La tua pelle aveva il medesimo profumo! Da bruchetto a farfalla, vola verso i tuoi sogni e realizza tutto ciò che il tuo cuore desidera.
Con Amore,
mamma

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