8 gennaio 2020 ( prima della pandemia)

Che giornata densa di cose fatte e sentite e di proseguimenti, che sanno di buono e di nuovo. Ho smontato l’albero, andrà in vacanza per 11 mesi. Di solito lo addobbiamo in anticipo e lo ritiriamo con molta calma. Ma quest’anno ho voluto ritirarlo senza aspettare. Avevo voglia di liberarlo da tutti i suoi orpelli e di metterlo via. Ho pensato alla capacità innata dei bambini di vivere il momento presente, il qui e ora, in maniera totale, senza pensare al passato e senza sognare il futuro. Durante le feste, con le ragazze abbiamo fatto questo. Siamo state interamente nel momento presente, abbiamo riso, brindato, scherzato, abbracciato, baciato e, a volte discusso. Siamo state nei nostri momenti, senza se e senza ma, con un sì, anzi tre. E li abbiamo riempiti, sentendoli pieni di noi. Questo pomeriggio, passando con l’auto per le strade della mia adolescenza, mi sono vista. Sembrava la scena di un film. Io che guido e la Alice piccola che gioca a “chi ha paura dello sparviero” con i pattini, dall’altra parte della strada. Sono intenta a scappare e a non farmi prendere, corro e sfreccio curvando all’occorrenza e senza mai esitare. Gli occhi vengono conquistati da quello che un tempo era il mio tesoro, i miei splendidi pattini a scarpa bianchi, con lacci e ruote color verde mela. Proseguo con l’auto e, mi vedo nuovamente. Questa volta, seduta su di una panchina, rido con le amiche per un ragazzetto che è riuscito a prendere una multa appena dopo essersi seduto sullo schienale di una panchina. 40.000 lire di multa per un atto vandalico, sentenzia il vigile. I suoi piedi poggiavano sulla seduta, posto destinato a un’altra cosa!
Tornata a casa e finita la cena, palline e decorazioni colorate sono state da me riposte in una borsa rossa.
Siamo pronte a continuare. Un giorno alla volta, oggi.

quieora #timeisart #nownow #us #feliceadesso

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Caro 2022

Ho deciso di scriverti. Chissà che il mio pensiero non ti arrivi, spandendosi nell’universo e ritornando a me sottoforma di desideri avverati. Non ti chiedo cose materiali, desidero tutto quello che fa tremare il cuore e ogni oro del mondo non può comprare. Benché qualche essere umano stolto non ci creda, esistono cose che il denaro non può comprare. Desidero la salute per tutti, gioia nell’affrontare le sfide, tenacia per i giorni duri. La capacità di discernere ciò che è giusto da ciò che non lo è. La sensibilità nel coltivare i legami, di saper capire chi merita il tuo tempo e chi invece lo spreca, di saper distinguere un’amicizia profonda da una conoscenza. La forza, per chi ancora non l’avesse ancora trovata, di slegarsi dai legami tossici. Slegati e sereni è meglio che legati e inca**ati. Anno nuovo ti chiedo tempo e coraggio per amare, sognare, vivere.

Con immensa gratitudine,

Alice

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In un giorno qualunque

Come si sta dentro alle cose, questo pensavo di saperlo ma capita, a volte, di non saperci stare. Di aver voglia di andare. Lì, di fuori, gridare, poi tornare. Stare con me, in silenzio. Dopo. Rileggere il passato, comprenderlo. Disfarlo, riscriverlo, imparare ad amarlo. In fondo siamo quello che pensiamo di essere e quasi mai quello che siamo. La nostra misura sono gli altri. La nostra presenza è condizionata dalla loro e la loro dalla nostra. Ci vide lungo Allport… Siamo esseri sociali con cicatrici sul cuore e sogni chiusi a chiave nella nostra testa. Pensieri sparsi, di giovedì. Studiare psicologia mi rigira, come un calzino colmo di caramelle, rovesciato al contrario sul pavimento in un giorno qualunque.

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