Letizia ed il suo Autoritratto

Di mercoledì.

Hai preso un pennarello viola, il primo che ti è capitato tra le mani e, incurante della mancanza di un foglio, hai felicemente iniziato a disegnare i primi abbozzi di un viso, il tuo.

Diversi tentativi e poi, ci sei riuscita.

In quel viso ti sei ricordata di fare gli occhi, ovali pieni e vispi, il naso, piccino e grazioso proprio come il tuo e la bocca, una piccola linea lievemente incurvata quasi fosse stata immortalata un attimo prima di aprirsi per dire ” mamma questa sono io “. 

Frase da te pronunciata appena ti ho chiesto chi avessi disegnato.

In merito alla mancanza di un foglio, tale scelta è stata da te meditata, poiché abbiamo la libreria con tanti fogli da colorare e disegnare. Tu però prediligi spazi non convenzionali.

Una piccola artista che vede le pareti e non solo quelle (mobili, ante degli armadi, specchi, lampade) come grandi tele bianche sulle quali riportare i suoi sogni, i suoi colori preferiti, la sua firma.

Lo splendido autoritratto in questione è stata compiuto sul nostro caro ed amato pavimento.

Povero lui, da quando la vena artistica delle mie bimbe ha preso il sopravvento,  non sa più di quale colore sia fatto in realtà.

Io lo so in verità, color marrone con sopra gessi, pennarelli e pennelli sparsi qua e là …


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Genova 

Ieri.

Domenica mattina. Giornata di festa, il tran tran oggi non si desta. Si respira e si va piano. Ci si guarda negli occhi, ci si stringe la mano.  Decidiamo di fare una gita. Tutti insieme noi andiamo. Verso la terra della lanterna. Lei è fatta di tante case sopra il mare, con un bel panorama da mirare. Lei è verde, gialla, a tratti rosa e forse blu,  forse già lo sai tu.

Quante navi lì dal porto, anche un galeone è sorto. Tutto di legno con aria imponente, è fermo e nessuno può farci niente. Visitare noi lo possiamo e sognare di salpare noi vogliamo!

Foche, tartarughe, squali, ecco a voi il regno degli animali. Tanti, tutti cari. Un angolo di vita marina da copertina.

Tra un tuffo di un delfino e una razza che fa l’occhiolino, la visita è terminata e anche la giostra si è fermata.

Ti salutiamo città del mare, con un desiderio nel cuore, quello di ritornare.

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Gocce fatate o cosa!?

Ti svegli, pettini i capelli alle tue bimbe e noti qualcosa di minuscolo a forma di goccia. Provi a toglierla sperando non sia quello che temi possa essere. Non viene via. Panico. Paura. Disgusto quanto basta.

In un nano secondo comprendi che quella gocciolina tanto piccina e quasi carina non è polvere fatata! Ha un altro nome e un altro fine, magari fosse un residuo fatato.

Sapete, le fate soffiano sui capelli dei piccini polvere magica, per far loro ricordare che i sogni si possono avverare.

Ma non è questo il caso ahimè.

Dicevamo, quelle che tutti i genitori si augurano di non trovare sulla testolina dei loro bimbi ma che, prima o poi, faranno capolino una volta almeno nelle loro vite, sulle loro teste e su quelle dei loro bimbi.

Chi sono?

Semplice come fare una magia che una bugia fa scappar via. Costoro sono le signore uova di pidocchio, in gergo medico Lendini.

Inizio ad immaginare i pidocchi che banchettano con la testa delle mie figlie e depongono eredi, 7-10 al giorno per un ciclo vitale di ben 3 settimane, ad un ritmo serrato e senza sosta. Sono velocissimi e per questo difficili da individuare a colpo d’occhio.

È statisticamente provato che le uova, insieme al pidocchio che le ha generate, saranno sulla testa di tutti i componenti della famiglia.

Possiamo tranquillamente affermare che:

pidocchio : capello = testa : collo

Un Assioma!! L’assioma della pediculosi.

Mio marito, non avendo tanti capelli, mi correggo, non avendone affatto ( per un eccesso di testosterone afferma lui ) non è stato raggiunto dagli infestanti esseri camaleontici.

I pidocchi hanno lo stesso colore dei capelli sui quali dimorano e sono abili mimetizzatori. Fino a quando voi non inizierete a grattarvi la testa, segno della loro presenza,  imperterriti porteranno avanti la loro impresa di colonizzazione  della vostra chioma, folta o no che sia.

L’unica cosa che posso e devo fare, anche in fretta, è contrattaccare. Prendo una di quelle tante soluzioni in commercio, tratto i capelli e tolgo, con un pettinino portentoso, uova e pidocchi stecchiti.

Ricordo a me stessa che non ho finito, devo perentoriamente rifare il trattamento a distanza di 7 giorni, pena la nuova visita dei signori pidocchi alle nostre malcapitate teste!

 

 

Assioma: verità o principio che si ammette senza discussione, evidente di per sé […].

 

 

ragni disegnati dalla mia piccolina ad Halloween, ricordano bene i tanto temuti pidocchi!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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