1 maggio 2020
Venerdì sera, racconto a Guido di un mio desiderio. Sogno una macchina per scrivere del passato, mi immagino scrivere con lei i miei racconti e le mie poesie, sentirne il profumo dell’inchiostro mentre le mie dita si muovono sui tasti veloci. Attraverso il movimento tipico cinematico, i miei pensieri vengono trasformati in parole e, come per magia, compaiono sulla carta. La sogno azzurrina, chiusa nella sua valigetta, portatile e pronta all’uso sempre. Me la immagino ricoprire il suo posto nel mio salotto, su di un piccolo spazio creato apposta per lei. Mio marito, a mia insaputa, la cerca la sera stessa su internet. Per chi non conoscesse questa cosa dell’universo, gliela spiego un attimino. Quando chiediamo all’universo qualcosa e lo domandiamo senza esitazioni e con il cuore puro, l’universo ci ascolta e risponde. Pensiero che permea le opere di uno dei miei scrittori preferiti, Coelho.
Dicevamo, su di un noto portale per acquisti, Guido trova l’annuncio di un signore di nome Gigi, annuncio inserito la sera stessa, che vende una macchina per scrivere lettera 32. Guido contatta il signore che gli conferma che la macchina è ancora disponibile, ma gli dice anche di aspettare un attimo poiché deve capire come organizzare la spedizione. Lui, prontamente, risponde di non preoccuparsi poiché, se non vi sono problemi, passa a ritirarla sotto casa. Il signore in questione rimane di stucco ( non è un barbatrucco) poiché abitiamo nella stessa cittadina!
2 maggio 2020
Guido, di sabato mattina, scende in centro per prendere il pane e, senza dirmi nulla, passa a ritirare la sorpresa. Ed è così che, dopo appena 12 ore dal mio desiderio, la Olivetti lettera 32 arriva a me. Per la mia gioia e per quella delle bimbe che, da quando la macchina è con noi, non perdono occasione di usarla. Nicole, su commissione del papà, ha anche scritto con essa le regole del bagno, che abbiamo appeso, in entrambi i bagni, con un pochino di scotch.
Viva il passato che rende bello il presente, viva le cose antiche che fanno riscoprire, ancora una volta, la bellezza delle cose desuete, viva la macchina per scrivere!
