1 marzo

Sono abbonata all’incontro degli idioti ogni primo marzo. Oggi, parcheggio, guardo lo specchietto, mi accingo ad andare in retro, un secondo dopo, eccolo,
me lo trovo dietro con la sua auto, quasi attaccata al sedere della mia. Ingrano la prima e mi sposto in avanti. Parcheggio, mi segue, scende e tenta di sostenere una tesi immaginaria di un urto mai avvenuto. Lo guardo e gli dico di destarsi, visto il pomeriggio inoltrato. Continua a sostenere la sua tesi da persona intenta a fottere il prossimo che, di farsi fottere da lui però non ne ha alcuna voglia. Mi insospettisce, osservo la sua auto e capisco dove il poveretto cerchi di andare a parare. – Vuoi vedere che chiamo i vigili e tutti quelli che mi vengono in mente? Così vediamo se hai ancora voglia di giocare, la tua macchina è bella malconcia ma se pensi di fregarmi hai sbagliato persona! Mi hai ben capito? Aspetta! – gli dico ancora – vedo una pattuglia proprio laggiù! – Faccio cenno di chiamarli e lui prontamente sale in macchina. – Bravo vai e puoi immaginare dove! – . Persone piccole dentro, che tristezza.

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Sera

Attimi di vita, risate,
Libri sul tavolo e per terra.
Colori, matite quasi finite,
voglia di giocare,
sognare a occhi aperti.
Leggere, studiare,
Bello poter imparare.
L’arte di addentrarsi nelle cose,
respirare il profondo di questo incessante andare.
Con occhi vispi, le cartelle un poco pesanti e le pagelle senza voti.
Di corsa nel letto, a riposare.

Siete pronte per ricominciare!

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Lunedì 25 gennaio 2021

Questa mattina. Tutta trafelata e dopo aver accompagnato Leti a scuola, con Marta in macchina che aspetta di essere accompagnata a sua volta; Nicole in attesa della Dad e l’orario dell’inizio smartworking sempre più vicino. Alle 8,31 varco la soglia della farmacia di turno per comprare dei DPI . Davanti a me 2 persone. E penso , vabbè in un attimo passo. E invece no. La tizia davanti alla cassa, inizia a elencare, alla dottoressa di turno, delle robe dal nome astruso: ferrus, magnesium, pozione delle fate, ribus e qualcos’altro, polvere di stella cadente, ali di pipistrello, ictu oculi, lacrime di coccodrillo. La farmacista che prova a chiedere all’altra farmacia poiché, diciamola tutta, certi nomi sembrano stranini anche a lei. Ed io che aspetto. Finalmente la signora, degna di una Harry Potter made in Italy abbandona soddisfatta il negozio ed è il turno dell’altra signora. Che grida a gran voce – vorrei della vaselina ! – immaginate la faccia della farmacista? Pensate che, nonostante avesse la mascherina, l’espressione era ben leggibile dagli occhi. Uno il lunedì mattina si sveglia va in farmacia e ordina la vasellina, vabbè. Le ha ancora domandato come la volesse – in crema – ha risposto prontamente l’allegra signora. Alle 8,46 riesco a passare e a uscire. Che bizzarro inizio settimana il mio !

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