Amo questa stagione. Sarà forse perché ci sono nata, adoro i colori della terra, provo una ammirazione profonda per le foglie che, regali cadono, cedendo il passo al nuovo; staccandosi senza timore quando è giunto il momento. Mi piace l’aria frizzante che entra nelle narici al mattino presto, i maglioni e i cappotti colore dell’autunno, la coperta calda goduta sul divano. La voglia di contemplare le cose, il mondo circostante, gli accadimenti, i comportamenti, miei e degli altri. Penso alle persone che, per sentirsi vivi, sono alla costante ricerca di qualcosa da “fare” pur di non pensare. E il solo pensiero mi stanca. Ho bisogno di lentezza. Credo ancora nel valore dell’amicizia e dell’amore. Utilizzati il più delle volte in maniera impropria e in modo quasi dozzinale. E invece sono così rari seppur così importanti per la nostra evoluzione su questa terra. Riflettevo sul significato stesso di questi due sentimenti. Quando le persone che scegli di avere accanto e che ti scelgono, riescono ad avere un dialogo reciproco profondo, addentrandosi nella relazione senza timore di palesare le fragilità, potranno vivere relazioni autentiche. Viceversa, sono legami destinati a finire. Ma una fine non è mai un evento negativo è semplicemente un salutarsi per andare oltre. Quel oltre riservato a pochi, quei pochi che fanno parte dei nostri affetti più cari. Questa stagione invita alla meditazione e alla trasformazione. E allora svestiamoci dei nostri abiti e generiamo nuove foglie pronte per un nuovo ciclo. Senza fretta, lentamente, come fanno gli alberi. C’è sempre da imparare dalla natura, noi siamo parte di essa.
