Seno di Mamma

Ricordo quei momenti come fosse oggi. Io stanca, ma Felice! Sebbene la più piccola delle tre avesse già 15 mesi, la allattavo ancora a richiesta. Letizia, provvista di dentini e con la possibilità di fare variazioni in fatto di pappe (solide) continuava a preferire il mio latte a tutto il resto.

Scrivo “già” e spero che le veterane, nonché fautrici, nonché fondamentaliste dell’allattamento al seno non se la prendano a male. Mi sembra che  15 mesi sia in fondo un ottimo traguardo. Neanche tanto in fondo poi.

Consideriamo per un attimo le varie casistiche di noi mamme dalle mammelle piene di risorse.

Alcune decidono di non allattare, altre lo fanno per pochi mesi ed interrompono, un po’ per stanchezza, un po’ per mancanza di latte, verso i 6 mesi. Interruzione che, molte volte, coincide con lo svezzamento. Chi, come me, continua imperterrita anche dopo il primo compleanno ed i dentini. E poi ci sono le allattatrici da record, quelle che se continua a bere il latte di mamma è il meglio che ci possa essere. Arrivano ad allattare i loro bimbi anche fino a 6 anni. Non nego che sarebbe piaciuto anche a me, magari non fino a 6, ma fino a 3 perché no?

Ho dovuto smettere però, non per mia scelta, ma per quella del mio corpo.

Tornata in ufficio, non riuscivo più ad allattare a richiesta ed il seno, abituato ai ritmi incalzanti delle varie poppate giornaliere, non ha retto il distacco e si è ingorgato. Povero lui!

Vai di antibiotico, pastiglie per inibire la  montata lattea e tiralatte, usato solo per fare andare via il latte e non per il canonico “così lo allatta la nonna, il papà, lo zio, la zia, il nonno bis, la cugina … “. Senza nulla togliere a chi alla nonna, al papà, allo zio e alla cugina il piccolo lo ha lasciato e fatto allattare davvero.

Razionalmente, sarebbe piaciuto anche a me, ma il mio cuore è stato sempre più forte della ragione mia. Io, da quelle piccole cucciole di donna nate da me, profumate di cacomela e borotalco, non sono mai riuscita a staccarmi neanche per un nano secondo! Con disappunto del mio caro maritino che, ad ogni buona occasione, rincarava la dose:

– guarda loro lo lasciano ai nonni e vanno via in moto, vedi loro vanno a scalare l’Everest, loro lo hanno lasciato alla cugina per andare a vedere l’Opera a Vienna, la figlia del mio collega è volata ai Caraibi per una dolce luna di miele e lo ha lasciato alla zia –

Forse, se fossi stata l’antitesi della mamma chioccia, mi sarei risparmiata una mastite e tre settimane di sofferenza. E magari avrei scelto prepotentemente di appropiarmi di spazi solo miei. Ho scritto  se…

Stare con le piccole per me è e sarà sempre il mio primo desiderio ed il più grande! E poi, diciamocela tutta, che gusto c’è ad uscire per poi guardare l’orologio in continuazione pensando a loro!?

Io passo a piè pari.

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Il cambiamento

E’ difficile.

Scegliere di modificare la direzione della propria vita quando, in quella strada imboccata con gioia, hai estenuamente lottato affinché le tue speranze non si disperdessero lungo il cammino.

Quando un nuovo inizio sta per compiersi e senti in cuor tuo che non v’e’ ragione di continuare su di una strada chiusa, l’unico modo è lasciar andare.

Come disse Buddha. Il cambiamento non è doloroso, la resistenza ad esso lo è.

Muoviamoci senza ostacolare il corso degli eventi. Crediamo nei nostri obiettivi, innaffiamoli ogni giorno, ascoltiamo i segnali che la vita ci regala.

Facciamo ciò che sente il nostro cuore. Esso conosce la verità. Diamogli retta!

Una bella metafora è l’Amore.

Amare impone un ingrediente essenziale, il rispetto. Rispetto dell’altro nella forma piu’ totale, quando questo sacro ingrediente manca, non è Amore.

Insegniamo ai nostri figli questo, fin da piccoli. Solo così saranno degli adulti equilibrati e capaci di amare.

Educando all’amore avremo amore, insegniamo loro i valori. Pretendiamo rispetto dai nostri figli nella misura in cui noi rispettiamo loro.

Questo argomento, alla luce di tutte le barbarie che accadono nel Mondo, diventa di difficile esposizione. Mentre scrivo, scorro con il pensiero il marcio del globo e mi chiedo a cosa servono queste parole.

Poi una luce nella mia testa, le parole delicate servono a sensibilizzare il mondo per togliere quella corazza che i cuori hanno messo su. Servono a svegliare le menti ed emozionare l’anima. Servono a vivere, si, a vivere meglio, a patto di crederci.

Adesso tutti all’opera per migliorare il Mondo!

🌻Parole delicate+ Fatti concreti = Mondo migliore🌻

Sarà il mio essere romantica, sarà il mio vivere di sogni ma io ci credo, e voi?

 

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La piscina

Un pomeriggio di tuffi. Stivali, giacca, cappotti, sole che scalda l’aria e noi ai giardini. Altalene per volare, scivolo per scivolare e far scivolare i giochi e poi Lei.

L’attrazione di questo bel pomeriggio di inizio febbraio.

La piscina di foglie!

Pronti, partenza, si salta!  Ho chiesto alle bimbe in quale stagione fossimo, di getto mi hanno risposto autunno.

Tutte queste foglie marroni che ricoprono il suolo traggono in inganno.

Dal canto suo l’inverno non ha ancora fatto capolino, aspetterà la primavera per fare un ingresso epocale con annessa nevicata tardiva? Lo vedremo!

Immensamente grazie al giardino ed alle sue foglie cadute per averci fatto divertire e ridere di gusto. 

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