Pina e Tano

C’era una volta, nella piccola Cascine Vica, frazione che doveva il suo nome alle tante Cascine presenti, una bella signora. Aveva gli occhi verdi e i capelli biondi, era sempre vestita e truccata in maniera impeccabile. Ella possedeva due grandi passioni, la sua famiglia e la cucina. Il suo nome era Giuseppa, ma tutti la chiamavano Pina. La sua dolce metà, con il quale si sposò nel lontano 1950, si chiamava Gaetano, ma tutti lo chiamavano e tutt’ora lo chiamano, Tano.

Pina e Tano avevano quattro figli, Anna, Rosetta, Giuseppe e Marisa. Lasciarono la loro terra, la Sicilia, quando il terzo figlio, Giuseppe, aveva all’incirca un anno. La scelta fu dettata dalla necessità di trovare una fonte economica più sicura.

Pina e Tano sapevano svolgere il loro ruolo di genitori e nonni con gioia e autorevolezza. Pina sapeva cucinare divinamente. Ogni istante diveniva perfetto per regalare consigli e aneddoti. Ricordo ancora il profumo di dolci appena sfornati, di patate all’uovo, di polpette aromatizzate alla menta. Quando arrivava l’autunno, si diffondeva quello delle caldarroste, pronte da mangiare e sbucciate pazientemente per metterle in un sacchettino  da consegnare alle nipotine per la merenda a scuola. Le tradizioni portate avanti nel tempo, come la cuccia, una minestra di grano, mangiata ogni inizio novembre. Quando arrivava il Natale, la cassettiera della loro camera da letto, si trasformava in una esposizione di deliziosi manicaretti, che i nipoti gustavano con gli occhi, in attesa di assaporarli poi durante il cenone.

Pina volò in cielo nell’aprile del 1999. Oggi, 5 novembre, è il suo compleanno. Buon Compleanno Nonna! Sei la stella che brilla e ci protegge. Tano la ricorda tutti i giorni e, molto spesso, la vede in sogno.

Loro sono i miei meravigliosi nonni del cuore.

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Pensando a te, Pensando a voi 3

Tra poco compirai 6 anni e, per indicare la tua età, non userai piú una sola manina, ma ben due. Un dito piú cinque ad indicare quanto sei cresciuta! Ieri alla materna, oggi a scuola, quella dei quaderni con le copertine colorate ed i libri che sanno di nuovo. Scuola delle lettere e dei tratteggi, degli insiemi e delle forme. 

Mi fermo a guardarti e mi incanto. 

Il mio pensiero vola alla prima volta che i miei occhi incontrarono i tuoi. Piccola e indifesa, ti accocolavi sul mio seno in cerca di tenerezza e latte. Oggi sei più grande ma ancora piccola e bisognosa di mille attenzioni. 

Certe volte, tutte e tre vi mettete nel lettone ed io, guardandovi, penso a quanta fortuna mi è stata donata, tre di tre, numero perfetto. E poi, ad un tratto penso a quando sarete grandi ed io sola nel mio letto ormai vuoto. Allora vi stringo forte e cerco, con tutte le mie forze, di imprimere quei momenti e quella tenerezza nella mia memoria. Quello che tento di fare è renderli eterni e poter così, quando sarò con il fiato corto e la schiena curva, poterli rivivere come fossero raggi di luce, giovinezza per il mio cuore e la mia anima. 

Vi amo. 

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Tre cose

Coltiva tre cose: la bontà, la saggezza e l’amicizia.
Cerca tre cose: la verità, la filosofia e la comprensione.

Ama tre cose: le buone maniere, il valore ed il servizio.

Governa tre cose: il carattere, la lingua e la condotta.

Apprezza tre cose: la cordialità, l’allegria e la decenza.

Difendi tre cose: l’onore, gli amici e i deboli.

Ammira tre cose: il talento, la dignità e la grazia.

Escludi tre cose: l’ignoranza, l’offesa e l’invidia.

Combatti tre cose: la bugia, l’odio e la calunnia.

Conserva tre cose: la salute, il prestigio e il buon umore. 

(Jiddu Krishnamurti)

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