Si fonde col cielo

Una notte di metà agosto, siamo partiti. Nello zaino pensieri felici, costumi (qualcuno lo ha, nella foga di far la valigia, dimenticato) e voglia di non tornare. Con il desiderio nel cuore di arrivare. Per destinazione, un piccolo angolo del mondo, un borgo tanto bello e caratteristico da sembrare dipinto. Da lì, si può ammirare il punto in cui il mare si fonde col cielo. Abbiamo visto la spiaggia, sentito, sulla nostra pelle, la temperatura dell’acqua, mangiato il primo gelato e gustato il primo caffè, mirando il mare e ascoltando il suono delle sue onde infrangersi sulla riva. Dove le pietre, di ogni forma e colore, sono, incessantemente, accarezzate e spostate dall’acqua salata. In una perpetua danza tra i due mondi, marino e terrestre. Ricordando che, il mondo marino, in percentuale, resta, sempre e comunque, il più grande. Ho cercato pietre a forma di cuore e, i miei occhi, veloci, si sono posati su di una tutta bianca. L’ho colta e portata sotto l’ombrellone, dove l’ho poi dimenticata. Caduta a terra, ha continuato ad abitare questo posto e la sabbia di ghiaia sotto i nostri piedi. La brezza marina ci accompagna tutto il tempo. Era da tanto, circa due anni, che non ricordassi un sole caldo senza afa e la bellezza di goderne all’ombra, di un ombrellone, pergola o gazebo, senza la calura tipica di una torrida città senza il mare. L’afa sembra essere un lontano ricordo ormai. Ringrazio la natura, per i suoi doni dal valore inestimabile e la bellezza di poterne godere. La fortuna è una cosa semplice.

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Parole delicate con Alice
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