Calabria

Terra lontana, ma conosciuta da prima che  venissi al mondo e, per tale ragione,  nel mio cuore da sempre. Il profumo della pineta è così buono che vorrei poterlo distillare e portare sempre con me,  per poterlo odorare quando la voglia di ricordi viene a farmi visita; questa è una pineta singolare, composta da pini mediterranei e alberi di eucalipto. I suoi profumi si confondono con l’odore del caffè caldo la mattina presto e con gli scarichi delle auto pomeriggio inoltrato. Guidatori di autovetture che, madidi di sudore, si affannano in quella  parte di mondo, vicino alla spiaggia, nel trovare un parcheggio ideale; tra i tronchi dei pini, la sabbia e il fogliame che tutto ricopre. All’ombra, lontano dal sole, che tutto bacia e rende rovente l’abitacolo. Talmente caldo che, appena salgo in macchina, per un attimo, il respiro mi viene a mancare. Il sole sorge presto, per sparire dietro la pineta intorno alle 19. Seduta sullo sdraio, mi incanto a mirare la  sua luce che, tenue, si spegne fra i pini, per lasciare spazio alla sera; che un poco rinfresca, con la sua lieve brezza e permette di riposare. Di giorno, le ore del mattino e del pomeriggio, le trascorriamo nell’acqua di questo mare cristallino, lo Ionio, che accoglie e rinfresca i nostri corpi. Ricordo i bagni, tanti, fatti con la mia nonna Maria e lo zio Lullo, ora stelle. Dimoriamo presso “casa i Lulli” una villetta, con quadri sulle pareti, porte di legno, cucina in muratura e caminetto, per viverla anche d’inverno; pareti colorate; di rosa nel salone e azzurro e bianco nella camera. Nel cortile, a farci compagnia,  un grande ulivo che ci regala la tanto ricercata ombra.  E da dove, da quando siamo arrivate, seduta su una panca, costruita con un tronco antico, guardo, meravigliata, l’alba e il tramonto. I ricordi antichi si mescolano a quelli del presente. Che, per quanto possa apparire statico, nella realtà delle cose, cambia costantemente. Così come cambiano i nostri ricordi e i racconti che con essi costruiamo. Ricordo i taralli, speziati con l’anice, preparati con amore e dedizione da nonna Maria e sua sorella Teresa, nel forno dietro la casa. Ne riempivano sacchi interi della farina utilizzata per farli,  chili e chili di taralli speziati! E li conservavano nella dispensa del salone.  Erano i miei preferiti ed io, ne mangiavo,  quasi sempre, due alla volta! E venivano gustati con il caffè, alle volte sostituito dal caffè d’orzo. Se chiudo gli occhi, ne percepisco, ancora oggi, l’indimenticabile sapore.  Dopo esserci tuffate, nei nostri bagni, ci accompagna un materassino color dell’arcobaleno. Il grande maestro Tempo, ci rivela una dimensione nuova, si dilata. In balia delle piccole onde, si vive in un tempo nuovo, fuori dal tempo. Dove, a scandire gli attimi,  sono i ritmi del mare. Siamo testimoni della forza del vento e delle correnti marine, a tratti fredde, che cambiano la temperatura e lo stato dell’acqua. Le sue acque, che da calme diventano increspate; le sue meraviglie: – c’è una sogliola qui sotto mamma! Anche  qui e qui! Quanti pesci! – gridano in coro le fate. Con le loro maschere e il loro divenire sirene appena toccano l’acqua.
Questa vacanza è lunga, intensa, rilassante a tratti stancante, come solo il mare riesce a essere. Sembra un sogno ma è reale, poiché i nostri occhi sono ben aperti e pronti a cogliere tutto il bello che c’è.
Mamma, guarda tengo gli occhi aperti sott’acqua! Guarda, facciamo le capriole, in avanti! All’indietro! Verticali! Verticali a ponte! Guarda mamma, insieme! – E sembra non finire mai.

La pineta
Il nostro tesoro
La vista da Catanzaro
Il nostro magico materassino
Il tramonto
La pitta
Noi e la zia Oli
Serata di ricordi tra presente e futuro
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About Parole Delicate

Parole delicate con Alice
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