Sole a picco su case, piccole chiese e grandi pietre, quaranta gradi all’ombra. Case e ristoranti e piccoli ristori, creati nella roccia; la parte della città più recente si mescola con quella antica. Il colore bianco, che fa coppia fissa con l’azzurro del cielo, ti riempie gli occhi. Delle nuvole, neanche un abbozzo lieve. Turisti tanti, ma c’era posto per tutti. Era un tanto ordinato, credo di non averlo mai visto prima. Forse per il fatto di essere andati, il giorno 12 di agosto, in una città senza mare. Tolgo il forse, è così. Sorseggiando un caffè riesci ad ascoltare, contemporaneamente, lingue diverse, che si mescolano, in un incessante susseguirsi di risate e suoni sconosciuti. E, tra quelli, mi scoprivo sorpresa a udirne qualcuno di già conosciuto. Come quella famiglia, seduta al tavolo di fronte al nostro, nel bar della piazza centrale, che parlava spagnolo; o come la famiglia americana, che ha scelto di pranzare nel nostro stesso posto, in piazza San Giovanni Battista. La proprietaria di questo delizioso posticino, che serve piatti tipici, si chiama Imma, come la omonima protagonista della fiction, girata proprio nella piazza medesima; dove noi abbiamo sbocconcellato il nostro delizioso e fresco pasto, allietando i nostri palati con un piatto tipico, la Cialled. Gustoso e semplice, composto da pezzi di pane, pomodori, cipolle, cetrioli e basilico. Le persone del posto sono cordiali, così come lo è stata Imma con noi, così disponibile e sorridente, da farci sentire a casa. Anche il proprietario del ristorante della grotta, ci ha invitato a scendere per andare a vedere la vista dalla terrazza. Che dava sulla parte antica, di struggente bellezza. Un’altra scoperta curiosa è stato apprendere che qui il melone è l’anguria. Quindi, se lo ordini, ti portano quello rosso e non quello arancione. Nel nostro viaggio verso casa, Matera è stata una sosta scelta, prima di partire. Città bella fra le belle, capace di sopravvivere al tempo e di conservarne, intatta, la storia e la tradizione; essa possiede una capacità rara, quella di fartene innamorare perdutamente.










