Parole dure

La vita, a volte, mi impone di sostituire parole delicate con dure parole. Me lo impongono gli eventi, le scelte, discutibili, di talune persone che, un tempo non molto lontano, abitavano il mio cuore.
Le parole delicate hanno subito una trasformazione doverosa. Si sono fortificate, indurite, corazzate. Hanno fatto capolino sul foglio ponendo quesiti nuovi, mai domandati prima. Con la loro tenacia, hanno dato luce a verità nascoste. Esse, in silenzio, su di un foglio prima bianco, hanno gridato giustizia. Sono state usate per raccontare l’oggettività dei fatti, dapprima in modo parsimonioso e poi, sulla scia del vero, in modo dirompente. Le parole, in questo senso, hanno un potere immenso. Possiedono la innata capacità di ribaltare la prospettiva di una verità a senso unico. Compiono atti magici, regalando occhi nuovi a chi, come me, fino ad allora, non è riuscito a vedere. E non è per incapacità dovuta a un difetto congenito agli occhi, la causa è l’ipermetropia del cuore. Che impedisce, a chi ne è affetto, di vedere bene quanto accade, sia da vicino che da lontano. Allora si prende una penna e si inizia a scrivere. E, scrivendo, piano piano, parola dopo parola, punto dopo punto, capoverso dopo capoverso, si ricomincia a vedere.

Mirando il paesaggio, in un mattino d’inverno

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Parole delicate con Alice
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