Vestire io voglio

In uno spazio circoscritto lavoro sul dentro e sul fuori. Con fare sicuro riordino il mio armadio per tipologia, colore e tessuto. Le maglie in alto, i vestiti sul porta abiti, i pantaloni piegati sulle mensole, dentro di me cresce la voglia di intimità. Rispolvero i ricordi legati a ogni singolo abito, il matrimonio, la festa, l’impegno di lavoro, l’appuntamento con il destino su quel appendiabiti antico. Li ripasso con la mente, ho voglia di presente. Oggi caro Futuro non ti penso. Respiro lentamente tutto il buono che c’è di questa nuova vita che tutti accomuna, vivere bene dal di dentro e tutt’intorno. Un intorno con confini ben precisi, che, in questo strano tempo, possono solo rassicurare. Il restare nel nostro spazio, dentro il nostro il mondo. Il corpo, il mio, ma anche quello degli altri, racchiuso in un abito che, a volte racconta di te e a volte nasconde. Sentirsi comoda, sentirsi scomoda, sentirsi…
Osservo gli abiti, vedo tanti colori ma pochi abiti bianchi. Eppure l’esigenza di essere di bianco vestita mi prende i sensi e i sentimenti. Credo sia data dalla voglia di essere me stessa con tutte le forze e senza rinunce. Bianco come la verità. Me la immagino bianca, candida, leggera, leggera. Questa quarantena ha sovvertito l’ordine delle priorità nel mondo creando, anche nel mio mondo, un ritorno all’essenziale. Alla rinfusa e senza un ordine preciso, lancio sul letto passato, presente, futuro. Vestire io voglio di bianco.

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Parole delicate con Alice
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