Libro del cuore

La notte è il momento che preferisco per scrivere. In sottofondo, la TV che mi tiene compagnia è rigorosamente posizionata su di un canale di cartoni animati e, con lei, a cullare i miei pensieri, il respiro delle piccole, accoccolate accanto a me. Nel lettone o sul divano, quest’ultimo preso grande con la possibilità di estrarre un appoggia gambe, per le serate cinema e i momenti di relax. Poco importa dove, l’importante è stare insieme. E dopo una giornata bella densa, fatta di ufficio dove i conti non tornano, io che di numeri un pochetto me ne intendo. Solitamente tornano al loro posto ma oggi no, non avevano alcuna voglia di collaborare. Sono proprio dei burloni questi numeri a volte. Confido nel domani. Scusate il mio divagare, dicevo, giornata tosta, fatta di raffreddore, capricci, compiti, faccende di casa e di scuola. Come spesso accade, mi sono imbattuta in un ricordo di infanzia. È un ricordo talmente dolce e bello che penso di essere stata una bambina fortunata. Quando sono giù di morale rispolvero i miei pensieri felici ed ecco che torna il sorriso. Ho ripensato ai miei libri preferiti, scritti e illustrati da Beatrix Potter ( 1866-1943) . Oltre ad amarne i racconti e l’atmosfera, ne adoravo i disegni e i loro colori, conditi con una minuziosa intensità di dettagli e tipici della campagna inglese. Ricordo ancora il calore di quelle case costruite dentro ad un albero e il mio fantasticare di abitarne una un giorno. Oppure il te sul tavolo, se mi fermo a pensarci, mi sembra di sentire profumo di essenze, raccolte nel giardino intorno a quella graziosa quanto minuscola casa. I personaggi sono tutti animali antropomorfi, capaci di trasmettere grandi insegnamenti e di rimanere nella mente dei bambini per sempre. Così hanno fatto con la mia. Il più famoso è Peter il Coniglio, ma io ero e sono tutt’ora follemente innamorata di Mrs Tittlemouse una topina tutta indaffarata a sistemare casa e di Mrs Tabitha Twitchit, una gatta mamma di tre gattini.
Tutto ciò che rimane nel cuore prima o poi emerge e, se c’entra Beatrix Potter, quasi certamente fa capolino dietro a un topino o a un gattino.

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Parole delicate con Alice
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