Per essere un genitore

per antonomasia buono, giusto, equilibrato, si deve possedere equilibrio mentale e capacità di discernimento, tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. E, tutto questo, si deve possedere prima di diventare madre e/o padre. Non è un qualcosa che il genitore magicamente apprende e fa proprio dopo la nascita del figlio.

Il disaccordo tra mondo interiore ed esteriore,
le lacune non colmate,
l’immaturità emotiva predominante,
la percezione distorta della realtà,
l’ego smisurato unito all’incapacità di comprendere il dono che un figlio è,
gettano basi instabili e prive di sentimento che sfociano poi in episodi di cronaca che lasciano tutti senza parole.
Qui non c’entra la cultura patriarcale,
non c’entra essere mamma o papà,
è tutta una questione di equilibrio psichico che manca. Ma è sacrosanto e  fondamentale per essere genitori.
Poveri piccoli angeli indifesi. Tristezza nel cuore.
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Parole delicate con Alice
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