Matrimonio, famiglia, relazione, istituzione,
legge non uguale per tutti.
Mi chiedo come si possa, ancora oggi, avere la cieca presunzione e l’arrogante saccenza di decidere cosa è giusto e cosa non lo è in materia di Unioni (Civili).
Che diritto ha un uomo di giudicare le scelte d’Amore di un altro uomo, che diritto ha una donna di giudicare le scelte d’Amore di un altra donna.
Quale diritto si arrogano alcune menti di dire che la famiglia è tale solo se vi è matrimonio, solo se è etero, solo se è giusta in nome della Chiesa.
Lo mettono per iscritto e danno dei paletti, atti a contenere cosa?
L’Amore delle persone forse, le scelte di vita che non prevedono un percorso di fede, l’inclinazione sessuale, stabilire chi può regalare Amore adottando e a chi questo viene negato.
Come si traduce tutto ciò agli occhi dei nostri figli, che saranno i grandi di domani. Quali parametri usiamo? Cosa insegniamo loro?
Che l’amore è un sentimento giudicato da altri.
Che qualsiasi scelta legata alla sfera affettiva sarà sempre passibile di giudizio.
E che, per usufruire dei benefits stabiliti dalla Legge, bisogna rientrare nei canoni.
Canoni scelti da chi?
Uomini come noi.
Potere temporale e potere spirituale in mano a persone e non certo a Dio.
Dio è Amore, tutto questo non ha niente a che fare.
